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Descrizione:
A pochi passi da quello che è,
considerato il simbolo visivo di Ragusa
Ibla, il Duomo di San Giorgio,
capolavoro architettonico di Rosario
Gagliardi. Un palazzetto dell’Ottocento
è stato trasformato, dall’amore e dalla
cura dei proprietari, in una struttura
nella quale si mescolano sapientemente
la tradizione e la funzionalità del
design contemporaneo,la cultura
dell’accoglienza tipicamente
anglosassone e l’ospitalità siciliana.
Le camere:
le camere a disposizione degli
ospiti sono cinque ed ognuna di esse
esprime una propria personalità, curate
nel dettaglio. L'illuminazione di
lampade con paralumi in pura seta
realizzati da giovani artigiani
ragusani, armadi dipinti a mano, vere e
proprie opere d’arte, disegnati e
realizzati dalle mani di un artista
umbro che si è lasciato ispirare dai
luoghi e dai gioielli architettonici
degli Iblei. Il legno utilizzato e i
colori si adattano perfettamente ai
pavimenti, antichi, in stampa a cemento
e in pietra pece, la tipica pietra
ragusana. Le camere sono dotate di ogni
comfort (TV, aria condizionata) e di
bagni in stile moderno e funzionale. Le
testate dei letti hanno un sapore antico
che viene stemperato dalla trasparenza,
leggerezza e praticità degli oggetti
(sedie, comodini, mensole) Kartell.
La colazione viene servita in cucina su
una maidda, l’antico strumento con il
quale si lavorava la pasta per il pane,
trasformata in tavolo grazie al
rivestimento in vetro. Al muro fa bella
mostra una impastatrice e, il
salva-spruzzi, è un mosaico composto di
pietra pece e piastrelle di maiolica.
Gli ospiti saranno catturati dalla
stupefacente vista che si gode da tutte
le camere e dalla terrazza, un
incredibile spettacolo di vicoli e
abitazioni accucciate sulle quali
svettano i campanili delle chiese tardo
barocche e si intravedono i fregi, le
decorazioni, le inferriate panciute dei
palazzi dell’aristocrazia ragusana. Uno
spettacolo per gli occhi che si
accompagna al piacere dei sapori da
gustare, a pochi metri di distanza, nei
migliori ristoranti d’Italia, che
costituiscono una delle maggiori
attrazioni della Sicilia sud-orientale.
Bisogna essere intelligenti per venire a
Ibla….ci vuole una certa qualità
d’anima, il gusto per i tufi silenziosi
e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte
inutili, le persiane sigillate su uno
sguardo che spia: ma anche si pretende
la passione per le macchinazioni
architettoniche, dove la foga delle
forme in volo nasconde fino all’ultimo
il colpo di scena della prospettiva
bugiarda. Ibla è città che recita a due
voci insomma. Talvolta da un podio
eloquente, più spesso a fior di labbra,
in sordina, come conviene a una terra
che indossa il suo barocco col ritegno
di una dama antica”. (Gesualdo Bufalino,
La Luce e il Lutto). Il contesto è senza
dubbio uno dei più suggestivi di tutto
il Val di Noto. Ci troviamo a Ragusa
Ibla, perla del barocco, riconosciuta
dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità,
location celebrata nelle pagine di
celebri autori e scelta da noti registi
italiani come ambientazione per le più
belle, assurde, misteriose, assolate
scene siciliane. |